

Dal 8\12 è aperto, dopo le s. Messe festive, il mercatino di Natale di solidarietà.
IL PRESEPE

PRESEPE ROMANO DI SAN TOMMASO APOSTOLO
Anno 2025

Questo presepe è stato realizzato seguendo la tradizione del Settecento italiano. E’ stato costruito secondo una vera e propria teologia e segue una interpretazione di tipo storico e non miracolistico. Cristo viene nello spazio e nel tempo degli uomini per cambiare la loro storia. La centralità della struttura è la Sacra Famiglia, vera e propria pietra angolare, che rappresenta il principio da cui discende l’unità del genere umano.
Il presepio Romano nasce nel 600 d.C. nella Basilica di Santa Maria Maggiore (“Sancta Maria ad presepem” o “ad Praesepe”), dove papa Sisto III (432-440) trasferì alcuni frammenti della Santa Culla da Betlemme a Roma. E’ riconducibile a Gian Lorenzo Bernini architetto scultore e pittore vissuto tra il 1598 e il 1680, la fama di costruire sontuosi presepi presso le grandi casate romane del seicento. Il nostro presepe è ambientato in una Roma del XVII secolo
CHIESA/TEMPIO ROMANO
La chiesa alla sinistra del presepe richiama la Porziuncola che è uno tra i luoghi francescani più importanti: tra le sue mura, san Francesco comprese la sua vocazione, accolse santa Chiara e i primi frati, ricevette infine il cosiddetto Perdono di Assisi, divenendo uno dei luoghi prediletti dal santo.
All’interno della chiesa viene ricordato che durante la notte di Natale del 1223, a Greccio, Francesco rievocò la nascita di Gesù, organizzando una rappresentazione vivente di quell’evento. Nell’abside vi è l’affresco di Giotto e Duccio del 1303 della Natività. Sull’Altare l’Eucarestia (comunione o santa cena) per ricordare il sacramento istituito da Gesù durante l’Ultima Cena, alla vigilia della sua passione e morte.
CENTENARI FRANCESCANI
Sono un cammino di fede e riflessione che l’intera Famiglia Francescana ha intrapreso per celebrare insieme gli 800 anni della Pasqua di San Francesco e i momenti più significativi degli ultimi anni della sua vita. Questo percorso, che si snoda su quattro anni, è iniziato nel 2023 e ha l’obiettivo di approfondire alcuni aspetti fondamentali della spiritualità francescana. I temi principali dei Centenari includono:
- la Regola e il Natale a Greccio (1223-2023),
- il Dono delle Stimmate (1224-2024),
- il Cantico delle Creature (1225-2025)
- la Pasqua di Francesco (1226-2026).
La chiesa a sinistra, inoltre, ricorda il passaggio dal paganesimo (tempio diroccato), al cristianesimo (natività) ossia il trionfo di Cristo sulle divinità pagane.
OSTERIA
Luogo ricco di complessi significati che riconduce in primo luogo alla pericolosità del viaggio e della notte. Essa si riferisce all’episodio di Maria e Giuseppe che, durante il loro cammino, non trovano alloggio, ma si associa anche il significato rituale del mangiare, riferimento alla vita materiale contrapposta a quella spirituale e, non a caso, l’osteria è posta accanto al portico/stalla, a simboleggiare l’eterna lotta tra il bene e il male. E’ l’incarnazione stessa del peccato e del diavolo che si presenta agli uomini sotto false spoglie: il suo fine è quello di attirarli verso il male senza che questi ne abbiano coscienza e di manifestarsi solamente a fatto avvenuto. Il diavolo-oste attira gli avventori nell’osteria e lì, tra l’ebbrezza del vino e del cibo, impedisce agli uomini di accorgersi che poco lontano sta venendo alla luce il Figlio di Dio.
FORNO DELL’OSTERIA
Il pane che viene sfornato è un chiaro riferimento a Cristo, definito il pane della vita, ma è anche il pane materiale che è stato cotto tra le fiamme, simbolo del fuoco dell’inferno, che sostituisce quello spirituale e sazia il corpo senza nutrire l’anima. Il pane che viene sfornato è un chiaro riferimento a Cristo-Eucaristia, il pane della vita. Nella PIAZZA SAN COSIMATO è apparecchiato un tavolo con riferimenti all’eucarestia (pane e vino) e alla mensa delle nozze di Cana.
PORTICO/STALLA
La natività di Gesù non è rappresentata in una grotta, ma nel porticato di una stalla ricavata nelle rovine della cella di un tempio pagano; il Cristo, luce delle genti, sostituisce gli antichi culti pagani e subentra ai regni di questo mondo che sono destinati a passare. Cristo ha come trono una mangiatoia, segno che anticipa la Croce: questo a significare che il suo è il regno del servizio e non del potere.
PIAZZALE ANTISTANTE IL PORTICO CON GRADINI
Per accedere alla Natività bisogna salire tre gradini , questi rappresentano il numero “3” che è il simbolo di Dio-Trinità, ma anche delle virtù teologali: Fides, Spes et Caritas (fede, speranza e carità).
FONTANA E DONNA CON BROCCA
Le scene in cui si colloca la fontana sono rappresentazioni magiche, relative alle acque che provengono dal sottosuolo e la donna alla fontana è attinente alla figura della Madonna che, secondo alcune tradizioni, avrebbe ricevuto l’annuncio della maternità mentre attingeva acqua alla fonte. Il vangelo dello pseudo-Tommaso riporta: “Il giorno dopo, mentre Maria stava presso la fonte a riempire la brocca, le apparve un angelo del Signore e le disse –Beata tu sei o Maria, perché nel tuo ventre hai preparato un’abitazione al Signore”. Insomma, l’Annunciazione di Maria alla fontana è antichissima rappresentazione popolare, derivata dai Vangeli apocrifi.
ZONA DELLE CHIESE
Nella parte dello sfondo a destra vi è una parete absidata con riportate due date “1300 e 2025”. La prima data è riferita al primo anno santo indetto da papa Bonifacio VIII con la bolla Antiquorum Habet Fida Relatio che concesse l’indulgenza plenaria a chi visitava le basiliche di San Pietro e San Paolo fuori le mura; queste due Basiliche sono rappresentate dalla cupola di San Pietro e dall’antico campanile di San Paolo fuori le mura
CAPPELLA DI SAN MICHELE ARCANGELO
Posta a destra della rappresentazione, all’interno vi è la sua statua nell’atto di rinfoderare la spada. È venerato come il guerriero celeste che combatte il male, difensore della fede, guida delle anime nel giudizio finale e protettore contro le forze oscure. Si dice nel novembre 589 una terribile pestilenza seminò morte e desolazione a Roma. Fu così che papa Gregorio Magno, appena eletto, nell’agosto del 590 d.C. portò in processione verso la Basilica di San Pietro l’icona mariana che da allora è detta “Salus Populi Romani” , oggi conservata nella basilica di Santa Maria Maggiore e molto venerata. A mano a mano che la sacra immagine avanzava, l’aria si purificava e i miasmi della peste si dissolsero. Quando la processione giunse in prossimità del Mausoleo di Adriano, sul ponte Elio (ora ponte Sant’Angelo) scese dal cielo una schiera di angeli posizionandosi intorno al quadro e cantando quelle che poi, secondo la tradizione, sarebbero diventate le parole del “Regina Coeli”. Allora, ecco che sulla sommità della grande tomba imperiale, sfolgorante di luce, apparve proprio l’Arcangelo Michele nell’atto di rinfoderare la spada: la pestilenza era finita. Quel gesto prodigioso fu immortalato collocando una statua dell’Arcangelo sulla sommità della Mole Adriana, che da allora assunse il nome di Castel Sant’Angelo.
EDICOLA CON L’IMMAGINE MARIANA “SALUS POPULI ROMANI”
Questa edicola è posta destra di fianco alla cappella di San Michele Arcangelo. L’immagine è un’icona del primo millennio cristiano, dipinta secondo la tradizione da San Luca. E’ la più importante icona mariana di Roma. Papa Francesco era solito andare a Santa Maria Maggiore prima e dopo ogni viaggio apostolico per affidare alla Salus populi romani i popoli da lui visitati. Il 15 marzo 2020, in piena pandemia di COVID-19, papa Francesco ha pregato davanti a quest’icona per implorare la fine della pandemia che ha duramente colpito l’Italia e il mondo. Pochi giorni dopo, il 27 marzo, ha fatto condurre l’icona in piazza San Pietro per implorare nuovamente la fine della pandemia.
LE LAPIDI “PRG” DELL’EDICOLA
Le “lapidi per grazia ricevuta” sono ex voto, ovvero oggetti offerti in ringraziamento per una grazia ricevuta, e si presentano come piccole tavolette, spesso di marmo o metallo, che riportano un’iscrizione che racconta il motivo della gratitudine.
PASQUINO
La statua del cosiddetto Pasquino raffigura un torso mutilo appartenente ad un gruppo marmoreo raffigurante Menelao col corpo di Patroclo della prima età ellenistica (III sec. a.C.). E’ la più celebre statua parlante di Roma, divenuta nei secoli una figura caratteristica della città ed espressione del potere della parola del popolo. Infatti, ai piedi della statua, ma più spesso al collo, venivano appesi cartelli contenenti versi satirici, diretti a beffeggiare importanti personaggi pubblici. Rappresentano le cosiddette pasquinate che esprimevano il malumore popolare nei confronti del potere e dell’arroganza dei suoi rappresentanti.
PERSONAGGI DEL PRESEPE
racchiudono significati profondi e simbolici, che rendono la Natività un momento spirituale e culturale di grande valore. Ogni figura rappresenta valori diversi.
La Sacra Famiglia: il cuore del presepe

La Sacra Famiglia, composta da Gesù bambino, Maria e Giuseppe, è al centro della scena del presepe e simboleggia i valori fondamentali dell’amore e della fede. Il Bambino Gesù, posizionato nella mangiatoia, rappresenta la speranza e la luce che illumina il mondo, mentre Maria e Giuseppe incarnano la dedizione e la protezione familiare.
- Maria, la madre di Gesù. Maria. Simboleggia la purezza e la fiducia nella fede, un esempio di amore incondizionato e di accettazione del volere divino. La figura di Maria è solitamente raffigurata con vesti di colore azzurro o bianco, che richiamano i valori della pace e della speranza. Ricorda il suo ruolo come madre, che accoglie e protegge il figlio appena nato, simbolo della redenzione. La sua figura è un invito alla riflessione sulla sacralità della famiglia e sul valore della vita.
- Giuseppe, il protettore. Giuseppe, il padre terreno di Gesù, rappresenta la figura della protezione e del sacrificio. Giuseppe è simbolo della pazienza e del sostegno. È colui che accompagna Maria in questo viaggio, rappresentando anche il coraggio di accogliere il mistero divino con umiltà. Rappresenta l’importanza della figura paterna e il valore della famiglia. Con la sua presenza discreta, invita a riflettere sul ruolo della responsabilità e sul sostegno che ogni genitore offre alla propria famiglia.
- I pastori: umiltà e accoglienza. I pastori sono i primi a ricevere la notizia della nascita di Gesù. Simboleggiano l’umiltà, la semplicità e l’apertura all’accoglienza.
- Il pastore con l’agnello. simbolo del sacrificio e della purezza. L’agnello rappresenta anche la figura di Cristo come Agnello di Dio, un richiamo alla redenzione e al sacrificio che verrà compiuto in età adulta. Questo personaggio è un invito alla devozione e alla speranza di salvezza.
- I pastori ricordano la semplicità della vita rurale e l’importanza di vivere in armonia con la natura e con gli altri. Nel presepe, portano piccoli doni e donano la propria fede come simbolo di gratitudine e riconoscimento.
- La pastorella rappresentata con un cesto di frutta o altri beni simboleggia la generosità e la fertilità della terra, rappresentando l’offerta dei frutti del lavoro umano.
- I Re Magi: devozione e ricchezza spirituale. I Re Magi, Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, sono tra i personaggi più riconoscibili del presepe. Viaggiano da lontano seguendo la stella cometa e portano in dono a Gesù oro, incenso e mirra. Questi doni rappresentano i tre aspetti della sua missione: regalità, divinità e sacrificio.
- Melchiorre e l’oro, riconosce Gesù come Re e rappresenta l’onore e la devozione dei popoli.
- Gaspare e l’incenso, simbolo della divinità di Cristo. L’incenso, elevandosi verso il cielo, è simbolo delle preghiere dell’umanità e rappresenta un omaggio alla sacralità della Natività, un momento che unisce cielo e terra in una celebrazione universale.
- Baldassarre e la mirra, un unguento usato nei riti di sepoltura. Questo dono prefigura il sacrificio di Cristo e rappresenta l’accettazione della sua futura morte per la redenzione dell’umanità. La mirra è un simbolo del sacrificio e della sofferenza, un richiamo alla missione di salvezza che Gesù porterà a termine.
- L’angelo e la stella cometa: sono simboli di luce e speranza, che guidano i personaggi del presepe verso Gesù. L’angelo, sopra la capanna, rappresenta il messaggio divino e annuncia la gioia della Natività. La stella cometa è la luce che guida i Magi e i pastori, simbolo della fede che illumina il cammino dei credenti.
NOTE COSTRUTTIVE
Il presepio è stato ideato, progettato e costruito da Alberto Igino Bernini e Renata Pastore, ogni singola parte è stata realizzata, tagliata, incisa a mano e assemblata. Il materiale usato è stato polistirene estruso, polistirolo, gesso, Das terracotta e legno.
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